Poco dopo il mio post su Studio Aperto, ecco che Polisblog pubblica un articolo che sembra fatto apposta.
Ve lo propongo qui di seguito, leggetelo attentamente:
Che Silvio Berlusconi abbia da sempre usato le sue televisioni come strumento di campagna elettorale, è cosa nota fin dalla “discesa in campo”.
Solamente questo tipo di azione delle reti del gruppo Mediaset è diventata con gli anni meno visibile e più mimetica, e peraltro è stata sempre più sminuita dal passare del tempo e da una ormai endemica accettazione dell’esistente da parte della maggioranza degli italiani. La cosa, però, non passa inosservata a chi osservi ciò che succede in televisione con un minimo di spirito critico.
L’AgCom (autorità garante per le comunicazioni, che si occupa della par condicio sulle reti private) fa ad esempio notare che in questa campagna elettorale Studio Aperto e Tg4 sono stati sbilanciati nella loro rappresentazione di PD e PDL. Per chiunque abbia visto lo one-man-show giornalistico dell’indefesso Fede o il patinato rotocalco sangue-e-sesso di Italia1, non una grande notizia. Ma non è l’unica cosa strana, in questi ultimi giorni di campagna elettorale. In particolare, proprio sul limite dell’ultimo confronto prima del silenzio elettorale, sembrano esserci state strane manovre sui palinsesti. Vediamole.
Venerdì sera, quando Veltroni e Berlusconi si troveranno virtualmente a confronto a “Matrix” su Canale5 (eccezionalmente in prima serata), Mediaset ha introdotto una programmazione sulle altre reti del gruppo quantomeno sospetta. Su Italia1, infatti, andrà in onda, a differenza del solito, un solo episodio del telefilm-cult CSI, seguito dalla serie “I Soprano”, normalmente relegata a tarda notte. CSI coprirà pressoché integralmente la presenza di Veltroni, mentre i “bravi ragazzi italo-americani” (gente che dell’Utri potrebbe considerare degli eroi) saranno la dubbia concorrenza al Cavaliere. Su Rete4, invece, si è addirittura operata un’inversione dei programmi rispetto al palinsesto previsto: la seguita soap opera “Tempesta d’amore” è stata spostata in concomitanza con Veltroni, mentre la new entry “Bianca” (di fallimentari ascolti settimana scorsa), è finita ad occupare il periodo temporale che vedrà Berlusconi protagonista a Matrix. Il fatto che l’inversione sia avvenuta dopo la comunicazione del sorteggio per il turno di parola (prima Veltroni, poi Berlusconi), ovviamente, rievoca la massima andreottiana del “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si azzecca”. “Matrix” stesso si è dovuto premunire, cambiando collocazione e attuando il sorteggio, dopo che il PD aveva denunciato la mossa di piazzare Berlusconi in prima serata col traino del fenomeno TV “I Cesaroni”, seguito da un Veltroni al limite della mezzanotte. Cose che possono sembrare di poco conto, ma che possono avere un loro ruolo sulla campagna elettorale.
Qualcuno dirà che in fondo poche centinaia di migliaia di spettatori non sono in grado di cambiare un’elezione. Peccato che il responso delle urne del 2006 abbia detto l’esatto contrario. E peccato che, secondo recenti inchieste, il 70% dell’elettorato si informi tramite il mezzo televisivo, e che proprio gli ultimi giorni di campagna siano fondamentali per gli indecisi. Ovviamente, è andata e poteva andare peggio, senza la par condicio.
La legge n.28/2000 (nota proprio come par condicio) è una legge sicuramente con alcuni punti critici, e che era nata nell’ambito di un sistema bipolare e maggioritario, quindi con due grandi contendenti e la personalizzazione delle campagne elettorali. Oggi, quindi, è la legge elettorale ad averla sfalsata rispetto al sistema politico, insieme alla rivalsa dei “nanetti” con i tanti candidati premier di questa campagna. Ma anche se oggi ci appare limitante o bizzarra, ricordiamoci perché è nata questa norma. Non per un teorico e possibile utilizzo di Mediaset da parte del centrodestra in maniera ancora più pressante; ma perché si è visto cosa poteva accadere senza un limite. Non ve lo ricordate, o eravate troppo giovani? Forse questo filmato può ravvivarvi la memoria, e ricordare un po’ a tutti di cosa si parla quando si parla di “conflitto d’interessi”…




Si sa, dopo i divorzi c’è sempre chi, soffrendo per l’abbandono, recrimina, strilla e fa il diavolo a quattro…desperate housewives!
dimenticavo: intitolerei questa campagna elettorale dell’UDC “c’eravamo tanto amati”