Telefono Antiplagio: Berlusconi si sente Dio. La Chiesa si faccia sentire.
Aprile 10, 2008 di emanuele139

Dopo le ennesime affermazioni di Silvio Berlusconi al comizio di Cagliari del 7/4/08, di fronte al santuario della Madonna di Bonaria: ”Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verita’, andate,
predicate e convertite le genti”, Telefono Antiplagio rivolge un appello alla Chiesa cattolica ed a tutte le confessioni ortodosse e protestanti in Italia affinche’ prendano una posizione netta e chiara
sulle espressioni irriverenti e offensive del sentimento religioso degli italiani e di tutta la cristianita’ usate dal leader del PDL per fini elettorali o per ”boutades” di cattivo gusto. Non e’ la prima
volta infatti che Silvio Berlusconi utilizza le parole di Gesu’ Cristo e dei testi sacri per fare propaganda politica.
Gia’ nel 1994, alla sua prima elezione, affermava: ”Chi e’ scelto dalla gente e’ come unto dal Signore” (Repubblica).
In seguito aggiungeva: ”Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli,
vi spieghero’ il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio” (Messaggero).
”Io sono il Gesu’ Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti” (ANSA).
”Per don Giussani ero l’uomo della provvidenza” (Repubblica).
”Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate” (Corriere della Sera).
”Allontana da me questo calice” (AGI).
”La croce che dovro’ portare non e’ mai stata cosi’ pesante” (Repubblica).
E’ inverosimile che dal 1994 ad oggi, in Italia, nessun esponente di primo piano, cattolico, ortodosso o protestante abbia preso ufficialmente le distanze dalle affermazioni del cavalier Berlusconi o
abbia biasimato le sue espressioni e le sue battute di spirito, cosi’ povere di spirito. Se le nostre origini cristiane, i nostri valori sono regolarmente dimenticati o messi in discussione, com’e’ possibile
accettare che un leader politico strumentalizzi o derida le stesse origini e gli stessi valori per i quali, da Gesu’ Cristo in poi, molti uomini hanno speso e perso la vita?
Come si puo’ confidare in un riconoscimento, in una difesa di quelle origini e di quei valori da parte di chi non fa altro che scimmiottarli? Se le stesse affermazioni fossero state fatte da un cabarettista, da un cantante rock o da un ciarlatano, quanti cristiani sarebbero balzati sulla sedia?
Quanti sacerdoti, quanti metropoliti, quanti pastori si sarebbero stracciate le vesti? E quanti editori le avrebbero censurate? Quanti giornalisti bigotti avrebbero risposto con articoli di fuoco?
E’ inaccettabile per un credente, ma anche per un ateo, che la Bibbia venga usurpata e dileggiata per interessi di potere, senza che nessuno faccia niente per preservarla, senza che nessuno ribadisca che
l’autentico messianismo cristiano e’ diametralmente opposto all’ipocrita messianismo politico. Che messaggio, che esempio diamo ai veri cristiani e alle nuove generazioni, quando non siamo in grado di
disapprovare chi banalizza e mortifica cio’ che i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri padri spirituali ci hanno insegnato ad amare?
Telefono Antiplagio auspica che tutte le autorita’ religiose cristiane in Italia accolgano questo appello e ricordino a Silvio Berlusconi come servirsi delle citazioni, richiamando alla sua mente la distinzione
fatta da Gesu’ Cristo a proposito di denaro e tasse: ”Rendete a Cesare quel che e’ di Cesare, a Dio quel che e’ di Dio”.
Cio’ che appartiene a Dio e’ il Vangelo, che gli puo’ essere restituito solo mettendolo in pratica, accogliendone la logica e i contenuti: fare giustizia ai poveri e ad ogni uomo; farsi prossimi e solidali come il buon samaritano; promuovere l’eguaglianza; trasformare gli arsenali in strumenti di pace. Chi governa non sa neanche cosa vuol dire.
Giovanni Panunzio, insegnante di religione
Fondatore e coord. naz. Telefono Antiplagio 338.8385999
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