
E’ Mario Baccini il candidato a Sindaco di Roma della Rosa Bianca. Il segretario nazionale del movimento che a livello nazionale, si presenterà insieme all’Udc sotto la Costituente di Centro, spiega i motivi che lo hanno portato a candidarsi come primo cittadino della sua città.
Senatore Baccini, come nasce la sua candidatura a sindaco di Roma?
La mia candidatura su Roma nasce per spirito di servizio verso una città che amo profondamente, con passione e verità, la mia città che non ha certo bisogno delle solite minestrine riscaldate, perché deve tornare ad avere la propria dignità di metropoli, accogliente verso i turisti, vivibile tutti i giorni per i Romani.
A livello nazionale però correte per la Costituente di Centro.
Non vi è contraddizione alcuna. La Rosa per l’Italia, come movimento, ha dato il LA al progetto della Costituente di centro. Siamo lieti che anche gli amici dell’UDC, seppur all’ultimo, si siano mostrati interessati ed abbiano concorso con noi ad un processo che vuole scardinare l’attuale bipolarismo muscolare, responsabile dello stato di inerzia istituzionale in cui versa il nostro Paese. Per il resto, mentre siamo impegnati a cercare consensi per la Costituente di centro per le elezioni politiche alla Camera ed al Senato, non perdiamo di vista l’obiettivo e continuiamo ad innaffiare questa nostra rosa bianca da cui – ne siamo sicuri – avremo molte soddisfazioni. Anche su Roma. Una nuova classe dirigente sta affiorando in modo autonomo. Me ne rendo conto quando mi sposto, comizio dopo comizio, iniziativa sui iniziativa. Uomini e donne partecipi, motivati, interessati, impegnati. Un modo nuovo di fare e percepire la politica.
Ma che cosa intende lei per movimento?
La Rosa per l’Italia è un movimento creato dalla gente per la gente, lontano dalle lobbies dei partiti e dalle logiche chiuse dei salotti romani. Siamo il nuovo che combatte contro tutte le caste, che sono tante, troppe, nel nostro Paese. E soprattutto dure a morire.
Quali sono le sue priorità per Roma?
Mi preoccupa il dilagare della criminalità che invade il Paese e colpisce Roma, affligge le periferie e minaccia il centro. La nostra libertà è in pericolo, le nostre strade impraticabili.
Veramente crede che i cittadini percepiscano la sicurezza come il principale dei problemi?
Non è solo per una questione di sicurezza. Ma di immagine complessiva della città, lo voglio ripetere. Ne risentiamo tutti: dal lavoro, all’indotto, al turismo. Abbiamo perso migliaia di posti per i nostri figli, sempre più vittime del precariato. Mancano i servizi e la città è davvero sporca. Tra non molto anche Roma, come Napoli, avrà il problema dell’emergenza rifiuti. Malagrotta docet: tra non molto sarà satura e di impossibile praticabilità. Servono scelte concrete, decisioni anche difficili. Non c’è tempo da perdere. Sono preoccupato per il poco rispetto verso le donne, perno della famiglia, e quindi della società; per il disintegrarsi dei valori e per un forte vento pagano che soffia anche per le vie di Roma. Dobbiamo difendere la nostra storia e le nostre radici, aprirci al nuovo, ma essere duri contro la delinquenza.
Roma ha bisogno di cambiare, Roma ha bisogno di noi, di intelligenze vive e motivate, e soprattutto libere dai conflitti di interesse. Dobbiamo riconsegnare a Roma la dignità perduta.
Nei suoi manifesti si legge BACCINI. IL SINDACO. Pensa di andare al ballottaggio?
E’ quello per cui mi batto. Poi, se non sarò sindaco, ci sarà comunque modo di far valere le nostre ragioni e di far pesare il nostro programma. Bisogna passare dalla poesia alla prosa, è necessario offrire ai cittadini le riforme che mancano al Paese da 12 anni e soluzioni concrete: una seria lotta alle povertà ed al degrado delle periferie, un piano casa vero per le giovani coppie così da favorire la famiglia, l’abolizione dell’Ici sulle case di proprieta’, l’abolizione del precariato diffuso, il controllo sulle privatizzazioni delle aziende comunali e partecipate, una politica dell’accoglienza e non della tolleranza senza regole. E via dicendo. Basta con la politica politicante che si parla addosso, e non risolve nulla. Voglio essere il sindaco del fare. Dobbiamo ridare dignità alla politica, colmare quel vuoto tra cittadini e istituzioni che in questi anni si è fatto sempre più profondo. Siamo nati da poco, abbiamo bisogno delle idee, del contributo e dell’apporto di tutti. Roma può e deve diventare il grande laboratorio nazionale de La Rosa per l’Italia.




Carissimo Mario,
non potuto partecipare alle riunioni durante la campagna elettorale, ma sono un tenace amico e sostenitore di Pezzotta che ha votato con entusiasmo per te, per la Rosa Bianca e per L’Unione di Centro, pur con molte riserve su Casini.
Mi complimento con te sopratutto per la tua scelta in favore della Rosa Bianca e per il tuo coraggio di correre senza l’UDC per il Sindaco di Roma. Occorreva dare un segnale forte per spezzare la ferrea catena con la quale Roma, da troppo tempo, viene tenuta in ostaggio da Rutelli e Veltroni che si alternano perchè considerano la Capitale come una ” cosa loro”.
Date le difficoltà , tu a Roma, hai avuto una buona affermazione . Bravo. Hai inoltre fatto molto bene ad appoggiare Alemanno anzichè Rutelli per il ballottaggio. Non ti preoccupare se Savino Pezzotta e Tabacci la pensano diversamente. Loro non conoscono Roma come la conosci tu. Tu solo sai quali interessi affaristici poco chiari si nascondono dietro Rutelli, dietro Veltroni e dietro tutte le sinistre di Roma. Occorre spezzare questa catena che soffoca e opprime la più bella Città del Mondo. Coraggio, libera Roma da Rutelli, il sindaco degli affari…dell’insicurezza,della sporcizia e delle buche.
Enrico Cherubini