A questo punto mi sorge il dubbio che Putin sia in realtà un padano andato volontariamente in esilio per non dover sopportare il giogo di Roma.
Le dichiarazioni di Bossi e del leader russo si assomigliano molto:
La Russia prenderà “iniziative militari” lungo il confine, se davvero Ucraina e Georgia entreranno a far parte della Nato. Lo ha detto il capo di Stato maggiore, generale Iuri Baluevski, citato dalla stampa di Mosca. Una notizia che fa crescere la tensione internazionale, a pochi giorni dal vertice in cui George W. Bush (che spinge per l’ingresso dei due paesi nell’Alleanza atlantica) e Vladimir Putin non hanno trovato un’intesa comune su questo tema.
“Ci saranno misure non solo di carattere militare – ha detto il generale – ma anche di altri tipi”. Baluevski ha sottolineato che la Russia è perfettamente in grado di difendersi e di “trovare una degna risposta” al problema dell’allargamento e all’installazione a est di missili anti-missile americani. Le forze di difesa antiaerea russa, ha sottolineato il comandante supremo delle forze aeree Aleksandr Zielin, “sono dotate di tecniche efficaci, in grado di individuare, trovare e distruggere sia i mezzi militari attuali che quelli in prospettiva”.
E anche il ministero degli Esteri entra nella questione attraverso il portavoce Mikhail Kaminin (a Mosca è atteso il responsabile della diplomazia ucraina Vladimir Ogrisko): “L’apparizione alle frontiere russe di un potente blocco militare sarà interpretata da Mosca come una diretta minaccia alla sua sicurezza, e non siamo soddisfatti dalle dichiarazioni che questo processo non è diretto contro di noi”.




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